TROFEO CACCIAVITE (Gara mascherata sulla neve) Cenni storici Il trofeo cacciavite è stato istituito per la prima volta nel lontano 1968 su iniziativa di alcuni membri dell’ allora consiglio direttivo dello Sci Club locale tra i quali i sigg.ri Claisen Egidio, Maiocchi Renzo, Gino Guenza, Gino Scalabrino, prendendo spunto da una simili iniziativa sorta qualche anno prima nella vicina Valle Formazza. L’organizzazione della gara è tutt’ora di competenza dello Sci Club San Domenico. Le prime gare si disputarono su un tracciato disegnato sui pendii nevosi posti nelle vicinanze dell’ abitato di San Domenico, proseguirono poi sulle piste degli di impianti di Pratoberto sino a trovare la loro attuale collocazione sulle nevi di Ciamporino. Tradizionalmente si disputa nel pomeriggio del Martedì grasso. Il trofeo, che riproduce un grosso cacciavite con manico di legno appoggiato su un mezzo tronchetto, è stato realizzato con maestria dal compianto Enrichetto Mazza. E’ uso che i vincitori del trofeo applichino sul suo basamento le targhette riportanti i loro nomi con l’anno di aggiudicazione. Inizialmente oltre al trofeo i vincitori si aggiudicavano un altro ambito premio gastronomico : le “palle del toro”, tradizione che negli ultimi anni non è più stato possibile mantenere per le difficoltà di reperimento della materia prima
Regolamento Si tratta di una gara goliardica a coppie, tassativamente mascherate, con i concorrenti legati tra di loro ai polsi con un corto pezzo di corda elastica,che si devono cimentare dotati di sci, tavole o di qualsiasi altro attrezzo che può scivolare sulla neve, in una discesa a manche unica, lungo un tracciato che prevede tratti di slalom tra paletti,facili trampolini, “forche caudine” sotto le quali passare, impedimenti di vario tipo che ogni anno possono variare e, cosa molto importante, una sosta con consumazione obbligatoria ad un improvvisato bar posto lungo la pista. La compilazione della classifica finale e la proclamazione della coppia vincente, non è conseguenza di un regolamento standard ne tanto meno scritto, ma bensì di regole stabilite annualmente dagli organizzatori. Questo perché il senso della manifestazione non è quello della pura e semplice competizione ma bensì quello del piacere di partecipare con lo spirito goliardico tipico del carnevale; le regole devono quindi rimanere segrete (prima, durante e dopo la gara ai concorrenti non è mai dato di conoscere il regolamento) e, come detto, devono cambiare ogni anno: può così succedere che la coppia che si aggiudica il trofeo sia quella che ha realizzato il tempo di discesa più vicino alla media dei tempi realizzati dalla prima e dall’ultima coppia, oppure quella che si avvicina di più al tempo prestabilito dall’ organizzazione od ancor più semplicemente la meglio mascherata od anche solo quella estratta a sorte, senza contare poi che il risultato finale risulta fortemente condizionato dalla qualità e quantità delle consumazioni effettuate dai concorrenti durante la sosta bar di metà percorso. E’ infine obbligo delle coppie mascherate chiudere la giornata in festa a San Domenico dove viene anche distribuita la tradizionale polenta e salamini.
Premi Oltre al diritto di trattenere per il anno il trofeo e di aggiudicarsi (almeno per il passato) le “palle del toro” ed un cestino gastronomico che compete alla coppia vincitrice, vengono premiate, sempre con premi in natura, anche le coppie piazzatesi ai posti d’onore. Da qualche anno viene stilata anche una classifica separata per la categoria “giovanissimi” con premi ai primi tre piazzati. Il vero premio è però quello di poter trascorrere una giornata di festa ed allegria in compagnia.
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